(ANSA) - ROMA, 17 GIU - Opere d'arte che sono state sottratte
ai ladri e dal commercio clandestino e che ora potranno essere
di nuovo ammirate da tutti. 'Dal sepolcro al museo. Storie di
saccheggi e recuperi. La Guardia di finanza a tutela
dell'archeologia' e' il titolo della mostra, nata sotto l'Alto
Patronato del Presidente della Repubblica Italiana e promossa
dal Gruppo Tutela Patrimonio Archeologico - Nucleo PT Roma della
Guardia di Finanza in collaborazione con il Ministero per i Beni
e le Attività Culturali, che si terra' al Complesso del
Vittoriano fino al 12 settembre.
Il patrimonio archeologico e' esposto alla costante emorragia
del mercato clandestino che viene alimentato molto spesso dai
grandi collezionisti e vede anche alcune istituzioni museali
straniere, essere committenti: 'predatori dell'arte' che scavano
in sepolcri, saccheggiano siti archeologici mai censiti,
trafugano corredi funerari per far fronte alla domanda di
chiunque voglia possedere un'opera d'arte.
Nel solo biennio 2008/2009, l'impegno della Guardia di Finanza
ha consentito il recupero e la restituzione alla fruizione
pubblica di 11.258 manufatti di interesse archeologico, il
sequestro di 136.873 opere contraffatte e la denuncia di 294
responsabili per violazione di natura penale correlate allo
specifico compendio, che rappresentano - in termini percentuale
- un incremento di circa il 50 % rispetto al biennio precedente.
Una sezione della mostra, dal titolo 'Post Fata Resurgo. La
vita post mortem nell'antichita'', trattera' il tema del rito
funerario delle popolazioni italiche: qui si potranno ammirare
diverse tipologie sepolcrali, dalla cista di tufo ovoide
villanoviana fino al sarcofago in marmo di eta' imperiale,
recuperate dal mercato illecito insieme a delle ceramiche di un
corredo tombale che si era perso negli anni '50.(ANSA).