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Haiti: l'Italia ancora in campo

MALPENSA (VARESE) - Hanno condiviso l'aereo con i turisti che rientravano in Italia da Santo Domingo, i 7 feriti haitiani atterrati oggi con un volo Livingston all'aeroporto di Malpensa con medici, infermieri e tecnici della missione umanitaria della Regione Lombardia. Sull'Airbus 330 c'erano oltre un centinaio di passeggeri, saliti a bordo a La Romana dopo che il velivolo aveva caricato gli altri allo scalo di Port-au-Prince.

In tutto hanno viaggiato 180 persone. Appena atterrati a Malpensa, i turisti sono stati sbarcati prima della cerimonia di accoglienza dei feriti, attorno a cui si e' presto accalcata una folla di fotografi e di cameramen, una ventina accreditati e portati in autobus, con giornalisti e autorita', sotto bordo. Tre hostess della compagnia sono state fatte salire sul velivolo per accompagnare l'evento.

Di questi haitiani destinati a tre ospedali lombardi si e' potuto vedere bene solo il volto di Annabelle, 10 mesi, rimasta orfana, perche' e' stata portata dalla scaletta principale fino dall'ambulanza in braccio al presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni. Gli altri feriti sono invece stati sbarcati dall'altro lato, con un montacarichi: alcuni hanno viaggiato da Haiti immobilizzati nelle barelle, date le loro precarie condizioni di salute. A tutti, al loro sbarco sul suolo italiano, e' stata impartita una benedizione da parte del cappellano dell'aeroporto di Malpensa.

Continua intanto ad Haiti la missione White Crane, che vede il supporto di militari italiani in soccorso della popolazione colpita dal sisma, in coordinamento con la Protezione civile. Il contingente e' costituito da 900 militari dell'Esercito, della Marina, dell'Aeronautoca e dei Carabinieri, comandato dal capitano di vascello Gianluigi Reversi. Gli alpini della Julia, con le loro attrezzature, dono giunti a Port au Prince per rimuovere le macerie, soccorrere i feriti, aiutare la ricostruzione