Percorso:ANSA.it > Photostory Primopiano > News
Rogo in campo nomadi, muore un bimbo

Un bambino di tre anni è morto carbonizzato nell'incendio di una baracca, avvenuto per cause accidentali, nel campo nomadi
abusivo di via Morselli, alla Magliana. Il fratellino di tre mesi è grave mentre sono rimasti lievemente ustionati i genitori, poco più che ventenni. Gli occupanti di altre tre baracche sono riusciti a mettersi in salvo.

Escluse dai carabinieri le cause dolose, si ipotizza che siano stati una candela lasciata accesa o un mozzicone non spento a causare il rogo. Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno: grave lutto.

Il campo nomadi si trova sulla direttrice Roma-Fiumicino, all'altezza di Parco dei Medici, in via Morselli. Nel momento in cui i vigili del fuoco hanno concluso le operazioni di spegnimento, hanno trovato, in una delle baracche, il corpo del bambino.

IN CAMPO VIVONO ROMENI IN 40 BARACCHE - L'insediamento abusivo di via Morselli è a poca distanza dal campo nomadi della Muratella, a circa un paio di chilometri. In via Morselli vivono centinaia di romeni in una quarantina di baracche. I carabinieri e il nucleo investigativo dei vigili del fuoco sono impegnati per i rilievi; i vigili urbani hanno isolato l'area per evitare che curiosi e fotoreporter possano avvinarsi.

SOPRAVVISSUTI, SVEGLIATI DA URLA - "Siamo stati svegliati dalle grida 'al fuoco' e dalla puzza di fumo. Siamo subito scappati fuori con i nostri bambini e voltandoci abbiamo visto la nostra casa in fiamme. Sembrava un incubo". E' il racconto di alcuni romeni sopravvissuti all'incendio nel campo nomadi abusivo a Roma, nel quartiere periferico della Magliana, che ha coinvolto quattro baracche. "Stavamo tutti dormendo e ci siamo accorti delle fiamme troppo tardi - hanno aggiunto i superstiti -, anche gli abitanti delle altre baracche erano chiusi nelle loro dimore".

ABITANTI DA OGGI IN NUOVE STRUTTURE - "Le ruspe smantelleranno nelle prossime ore le baracche del campo abusivo mentre arriveranno dei pullman che già oggi daranno assistenza alle famiglie di romeni che abitavano l'insediamento per una sistemazione alloggiativa temporanea nelle strutture del Comune da oggi. Sono già pronte". Lo ha detto il delegato capitolino del sindaco alla sicurezza, Giorgio Ciardi, giunto all'insediamento abusivo alla periferia di Roma dove questa notte un bimbo è morto carbonizzato a causa di un incendio. All'interno del campo gli abitanti cominciano già a mobilitarsi per portare via le proprie cose e salire a breve sui pullman che li porteranno alle nuove strutture. Sul posto, a coordinare le operazioni di sgombero, ci sono gli agenti della polizia municipale dell'ufficio operativo per gli insediamenti nomadi, guidati da Antonio Di Maggio.

ALEMANNO, GRAVE LUTTO PER LA CITTA' - "La morte atroce di un bambino romeno di tre anni è un grave lutto che colpisce la nostra città. Sono i terribili rischi e i drammi che si vivono negli accampamenti abusivi che da troppi anni esistono a Roma". Lo afferma il sindaco di Roma, Gianni Alemanno commentando la tragedia costata la vita a un bimbo rom di 3 anni nel campo nomadi di via Morselli, a Roma, nella zona periferica della Magliana. "Questo dimostra - prosegue Alemanno - che bisogna andare avanti rapidamente sul nostro piano nomadi che nella sua piena realizzazione prevede lo sgombero di tutti i campi abusivi per portare coloro che non hanno residenze fisse all'interno di campi autorizzati pienamente controllati sul piano della legalità, della sicurezza e della vivibilità. Rifletta chi ci lancia accuse di deportazioni quando sgomberiamo accampamenti abusivi per trasferire nomadi e baraccati dentro campi regolari e strutture di accoglienza".

ZINGARETTI, TRAGEDIA DA DRAMMA IRRISOLTO - "Voglio esprimere tutta la vicinanza mia e dell'amministrazione provinciale alla famiglia colpita dall'assurdo rogo che ha provocato la morte di un bambino". Lo afferma, in una nota, il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti. "Non dobbiamo chiudere gli occhi di fronte a una tragedia che colpisce una famiglia della nostra città e che nasce - spiega Zingaretti - da un dramma irrisolto. La presenza di nomadi a Roma non è solo una questione di ordine pubblico, ma di dignità e rispetto della persona umana, tanto più - continua Zingaretti - quando si parla di bambini, e come tale deve essere affrontata. C'é un immenso tema di ricostruzione di una politica di inclusione sociale e integrazione in grado di garantire condizioni di vita decenti anche a questi cittadini nel rispetto delle regole e nella legalità". "Una sfida di idee e organizzazione nella quale - conclude Zingaretti - coinvolgere tutte le forze di quel grande esercito della solidarietà che rappresenta una risorsa di Roma".