Ressa per Ibra a Milano
Abbattuto palo con telecamera
29 agosto, 16:59
L'aereo che ha riportato Zlatan Ibrahimovic a Milano è atterrato poco dopo le 15.30 allo scalo privato di Linate. Assieme al giocatore svedese, hanno viaggiato l'amministratore delegato rossonero Adriano Galliani, il suo agente Mino Raiola, la moglie Helena e i due figli. Ad attenderlo all'aeroporto una cinquantina di tifosi rossoneri. Ibrahimovic passerà il pomeriggio in albergo per poi andare allo stadio Meazza per vedere l'esordio in campionato del Milan che affronterà il Lecce alle 20.45.
I circa duecento tifosi che hanno atteso lo sbarco del nuovo acquisto del Milan hanno praticamente intasato l'ingresso principale dello scalo privato di Linate costringendo i responsabili della sicurezza a fare uscire il corteo di auto con a bordo lo svedese da un varco secondario. Nella calca è stato abbattuto un lampione con installata una telecamera di sicurezza, posizionata all'ingresso dell'aeroporto. Prima di salire in auto, Ibrahimovic, accompagnato dall'amministratore delegato del Milan Adriano Galliani, si è avvicinato a un centinaio di metri dai tifosi salutandoli e mostrando una sciarpa rossonera.
VIERI,RONALDO,IBRA,QUANTI TRADIMENTI NEL PALLONE - Il sì di Zlatan Ibrahimovic al Milan é solo l'ultimo in ordine di tempo dei cosiddetti "tradimenti" che si consumano nel mondo del calcio. L'attaccante svedese, fino ad un anno fa, vestiva la maglia della rivale di sempre dei rossoneri, l'Inter, ora passa dall'altra parte della barricata calcistica. E appena una settimana fa un altro "tradimentò si era consumato: quello di Alberto Aquilani che non ha esitato a dire sì alla Juventus nonostante si definisse un giallorosso doc. Di cambiamenti di casacche, il mondo del pallone è pieno, così come tanti sono i giocatori definiti dai tifosi 'traditori' quando decidono di vestire la maglia della squadra fino a qualche settimana prima acerrima rivale. In barba alle "bandiere", categoria che sembra sempre più in via d' estinzione. In principio fu Fulvio Bernardini che dopo aver iniziato la sua carriera da calciatore nella Lazio, anni dopo scelse di vestire la maglia giallorossa della Roma, percorso che seguì a ritroso anche come allenatore. Vestì indistintamente le maglie di Milan, Inter e Juventus anche Giuseppe Meazza. Da Christian Vieri a Roberto Baggio, da Lionello Manfredonia a Ciccio Cordova, da Ronaldo a Marco Tardelli o Aldo Serena sono solo alcuni dei giocatori che hanno 'osato' sfidare tradizioni e tifoserie. Christian Vieri di maglie ne ha vestite tante, dodici per l'esattezza e non si è fatto scrupolo di vestire la maglia del Torino prima e poi quella della Juventus, quella dell'Inter e poi quella del Milan, quella della Lazio o quella della Fiorentina. E' addirittura finito nella classifica dei 'traditori eccellenti' stilata qualche anno fa dal quotidiano spagnolo 'Marca' Roberto Baggio: il 'divin codino' è entrato in quella classifica "grazie" allo 'scabroso' passaggio dalla Fiorentina alla Juve. C'é poi Ronaldo, definito 'traditore' in sia in Brasile, per aver 'tradito' il Flamengo andando a giocare con il Corinthians, sia in Spagna (ha giocato con Barcellona e Real Madrid) sia in Italia, dove ha indossato prima la maglia dell'Inter e poi quella del Milan. E che dire di Marco Tardelli, l'eroe dei mondiali di Spagna del 1982, migrato dalla sua storica Juve all'avversario Inter o di Aldo Serena che tradì il Torino per la Juve (dopo aver vestito anche le maglie di Inter e Milan). E che dire di Ciccio Cordova che dopo aver disputato 212 partite con la maglia della Roma scelse la Lazio o Lionello Manfredonia che fece il percorso inverso, dalla Lazio alla Roma, provocando l'ira dei tifosi giallorossi. Ora la discussione passa a Milano. In attesa del prossimo derby della Madonnina.







