Venezia: 'Storie' di Irene Bignardi su rapporto con Cinema
In collana Consorzio Venezia Nuova; una citta' di immagini
31 gennaio, 16:04Correlati
Alle Bocche di Porto di Venezia, all'Arsenale dove trovera' posto la 'mente' gestionale, i cantieri della piu' avanzata ingegneria per dare corpo al sistema Mose per la salvaguardia della citta' lagunare vanno avanti a ritmo serrato. L'obiettivo del completamento entro il 2014 dell'imponente opera chiamata, ma non solo, a difendere Venezia delle acque alte, visti i recenti finanziamenti, pare a portata di mano.
Il braccio operativo di questo progetto che vede in prima fila lo Stato, assieme alle amministrazioni locali, e' il Consorzio Venezia Nuova. Una realta' certo imprenditoriale e tecnica, ma che proprio oggi, nelle sale del Teatro La Fenice, torna a svelare, anzi a sottolineare quasi, un suo aspetto meno noto, quello di promotore di un ''cantiere creativo'' che da oltre 20 anni si interroga su una Venezia fatta non di macchine, ma di immagini, parole, visioni fatte di arte, letteratura, fotografia, cinema e quant'altro ancora puo' essere forma del pensiero.
L'appuntamento e' con ''Storie di cinema a Venezia'' di Irene Bignardi, ultima tappa di un cammino ventennale. Quella dei libri ''per Venezia'' che prendono vita quasi d'incanto ogni fine anno dal 1989, aperta da ''Fondamenta degli Incurabili'' di Josif Brodskij, e' ''un'esperienza editoriale complessa'' rivela Flavia Faccioli. Tra le sue finalita' quello di aprire su Venezia un 'cantiere parallelo' a quello ingegneristico''; un ''luogo di lavoro'' fatto di migliaia di pagine che serva a ''ricomporre la divisione che sembra esserci tra cultura scientifica e quella dedicata alle arti''.
In un mondo dove l'immagine spesso e' sostanza, l'ultimo appuntamento della collana non poteva che essere dedicato al rapporto tra la citta' lagunare e la settima arte.''Storie di cinema a Venezia'' di Irene Bignardi tutto e' tranne un libro di cinema. La citta' lagunare poi, a volte solo immaginata o ricordata, non e' certo semplice comparsa o uno sfondo scenografico ma una intrigante co-protagonista.
Irene Bignardi ha offerto ''venti storie'' che ripercorrono, prendono spunto, da altrettanti film, passando da Fred Astaire che balla ''Cheek to Cheek' accanto a un finto ponte di Rialto ricostruito a Hollywood, a Luchino Visconti; da Federico Fellini, con il suo 'Casanova', a Orson Welles con 'Othello'. Una carrellata ricca di aneddoti - come quello dell'ufficio stampa di ''Summertime'' con Katherine Hepburn che racconta di un raddoppio di turisti nella citta' lagunare dopo l'uscita del film - di storie che attraversano un secolo quasi, che l'autrice sa tessere come un puzzle che alla fine ricompone sempre sullo sfondo un'unica immagine: Venezia. Per tutto febbraio, alla Casa del Cinema, con l'ufficio attivit' cinematografiche del comune di Venezia, verranno proiettati molti dei film protagonisti del libro.







