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Berlusconi, Fini si è messo fuori da solo

Tensione Pdl-Fli, avanti su processo breve

02 settembre, 22:47
Berlusconi all'esterno di Palazzo Grazioli
Berlusconi all'esterno di Palazzo Grazioli
Berlusconi, Fini si è messo fuori da solo

ROMA - Nessuna trattativa, nessuno slittamento del processo ai finiani ormai di esclusiva competenza dei probiviri, nessuna tregua e, in definitiva, la convinzione che a Mirabello Gianfranco Fini non dirà nulla di risolutivo. Silvio Berlusconi - che a Palazzo Grazioli oggi non a caso ha scelto di ricevere Ignazio La Russa e Daniela Santanché, due tra i più 'duri' nei confronti del cofondatore del Pdl - alla vigilia di Mirabello sceglie la linea dell'intransigenza. Chi sta con noi sta con noi - ragiona il premier anche alla presenza del coordinatore Denis Verdini - e chi non sta con noi, a partire dal processo breve, è fuori. Non ci sono trattative ma la prova dei fatti sarà in Aula, nei voti sui provvedimenti determinanti. E io sono certo che avremo lo stesso i numeri per portare avanti l'azione di governo. E' questa la convinzione del premier, disposto tuttavia anche a correre il rischio di un voto anticipato. Un'ipotesi che certo non prenderà corpo per la nascita a Mirabello del nuovo partito finiano, che il Cavaliere ed i vertici del Pdl non si aspettano. Fini non strapperà - ragionano nel pomeriggio a Palazzo Grazioli - non dirà cose particolarmente nuove, perché non vuole rompere ma logorare. Il tempo serve a lui, non a noi. Insisterà nel dire che è stato cacciato - argomenta Berlusconi - ma c'é nero su bianco il documento della direzione di Aprile che fa capire come sono andate le cose: noi lo abbiamo votato tutti, loro hanno votato contro e così facendo si sono messi fuori dal Pdl. Nessuno ha cacciato nessuno. Il pronunciamento dell'ufficio politico di fine luglio che parla dell'incompatibilità di Fini e deferisce Bocchino, Briguglio e Granata è un passo successivo, ragionano ancora. Quindi, a Fini che chiede come precondizione di sciogliere il nodo politico della sua 'cacciata' dal Pdl, si replica che è stato lui stesso a mettersi fuori, non votando il documento che fu approvato con 12 voti contrari e 157 sì.

VERDINI, BERLUSCONI PER VOTO A MARZO? NON E' COSI'- "Non è così". E' la risposta che Denis Verdini, coordinatore nazionale del Pdl, dà ai cronisti che gli chiedono se il presidente del Consiglio sia convinto a votare a marzo 2011, all'uscita di Palazzo Grazioli dove ha incontrato il premier.

VERDINI,NO SLITTAMENTO PROBIVIRI,MA ESITO INCERTO - "Non c'é nessuno slittamento della convocazione del collegio dei probiviri che dovrà pronunciarsi sul caso dei "finiani" Bocchino, Granata e Briguglio ma "l'esito non è scontato" perché c'é un "ragionamento aperto". Così Denis Verdini, coordinatore nazionale del Pdl, interpellato dai cronisti al termine di un incontro a Palazzo Grazioli con il premier Berlusconi.

Della questione dei probiviri, ha spiegato Verdini lasciando palazzo Grazioli, "abbiamo parlato". "Saremo determinati nelle questioni - ha aggiunto il coordinatore del Pdl - perché ovviamente si debbono prendere delle decisioni". Il dirigente del Popolo delle libertà ha spiegato che al momento la riunione non è sconvocata: "non c'é nessuno slittamento, c'é un ragionamento aperto davanti ai probiviri che hanno la funzione di dirimere le questioni fra i soci del partito e verificare come stanno le cose". Sull'esito della riunione, però, Verdini è rimasto cauto: "l'esito non è scontato, siamo in mano ai probiviri che non sono un organismo soggetto alle liti fra i soci: è stato sottoposto quello che è accaduto alla valutazione dei probiviri e loro faranno questa valutazione". Circa il tema dell'incompatibilità dei parlamentari che hanno incarichi nel Pdl a livello locale ma che hanno anche aderito a Futuro e libertà, Verdini ha detto: "quello dei probiviri e dell'incompatibilità sono due problemi diversi: quello dei probiviri è un problema di dottrina visto che qualunque socio può andare a dire 'tu sei poco buono' e i probiviri decidono su quello. Poi c'é il problema dell'incompatibilità che è un tema di partito e che deve essere sciolto dal partito con ragionevolezza".

CON PREMIER PARLATO DI PDL,RISTRUTTURAZIONE IN ATTO - "Abbiamo ricominciato a lavorare sulle cose del partito" ed in particolare di "organizzazione, visto che c'é una ristrutturazione del Pdl in atto". Così Denis Verdini, coordinatore nazionale del Pdl, ha risposto ai cronisti che gli chiedevano quale fosse stato il tema dell'incontro con il premier Silvio Berlusconi a Palazzo Grazioli. Ai cronisti che gli chiedevano se si fosse parlato di processo breve, Verdini ha detto che è un tema che non si è affrontato. Stessa risposta a chi gli chiedeva se si fossero commentate le parole del Capo dello Stato Giorgio Napolitano.

MEDIAZIONE CON FINI? FERMI E DETERMINATI - "Noi siamo fermi e determinati su tutte le posizioni e cerchiamo di vedere quello che accadrà". Così Denis Verdini, coordinatore nazionale del Pdl, risponde ai cronisti che gli chiedono se sia "possibile una mediazione" con il presidente della Camera Gianfranco Fini. "Non è successo niente in queste settimane", aggiunge Verdini lasciando Palazzo Grazioli al termine di un incontro al quale ha preso parte anche il ministro della Difesa Ignazio La Russa.

D'ALEMA,ELEZIONI ANTICIPATE PROBABILI,OK NUOVO ULIVO -"E' probabile, possibile che, se il governo non tiene, si vada ad elezioni anticipate e noi cercheremo di vincere. Certo, con questa legge elettorale, cercheremo di andarci in compagnia secondo quel cantiere di Nuovo Ulivo che Bersani ha delineato e al quale tutti lavoreremo". E' la previsione che Massimo D'Alema fa dal palco della festa del Pd. L'idea che i governi che si formano in Parlamento siano un intrigo e una porcheria è un'idea antidemocratica che alberga solo in Italia, è la prova di una deriva plebiscitaria e dispotica. Vorrei ricordare che in Gran Bretagna senza elezioni sostituirono la Thatcher". Così Massimo D'Alema, dal palco della Festa del Pd, attacca chi, soprattutto nella maggioranza, si oppone all'idea di governi tecnici in caso di crisi, ricordando che "in Italia i cittadini non eleggono direttamente il premier".

BERSANI, BERLUSCONISMO FA REGREDIRE POLITICA  A FOGNA - "Al di là delle denunce di un Governo che si denuncia da solo, francamente, abbiamo visto in questo agosto terrificante come il secondo tempo del Berlusconismo possa far regredire la politica alla fogna. Questo é il rischio che abbiamo davanti: un deterioramento ulteriore della politica, del tessuto civile e del senso civico, della fiducia, della speranza mentre il paese sta scivolando ed è da tempo che scivola". Lo ha detto il segretario del Pd Pierluigi Bersani stamane nel suo discorso di inaugurazione della nuova sede a Firenze del Partito democratico regionale e metropolitano. "Noi credibilmente - ha aggiunto Bersani - con un quadro di alleanze, con proposte politiche, dobbiamo realizzare il progetto 'nuova riscossa italiana'. Su questo progetto e sulle idee e le proposte lavoreremo nelle prossime settimane. Per l'autunno proporremo una mobilitazione straordinaria per presentare le nostre proposte".

"Non ho un calendario per la crisi del berlusconismo, non so dirvi giorno, ora e neanche l'anno. Ma é certo che la crisi è ineluttabile e noi ci siamo. Siamo radicati sul territorio e questo non ce lo può insegnare nessuno". Lo ha detto il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, oggi a Firenze, nel suo intervento per l'inaugurazione della nuova sede del Pd regionale e metropolitano. "L'Italia è abbandonata dalla politica di governo - ha proseguito Bersani -, noi ci rimbocchiamo le maniche, se le rimbocchino tutti, soprattutto chi l'ha fatto di meno". Secondo Bersani le parole chiave sono ora "lavoro, democrazia, Costituzione". "Così - ha aggiunto - potremo costruire e prendere in mano le redini dell'alternativa".

BONDI, PAROLE BERSANI INDICANO FINE POLITICA PARTITO - "Se un uomo politico come Bersani giunge ad esprimersi con tali sorprendenti parole vuol dire che il Pd ha cessato di esistere politicamente e ha scelto di sopravvivere nell'unico contenitore dell'odio rappresentato dalla galassia di ciò che sopravvive di quella nobile idea della sinistra in cui anch'io ho militato". E' quanto afferma Sandro Bondi, coordinatore del Pdl, rispondendo al segretario del Pd che aveva detto che il berlusconismo fa regredire la politica a"una fogna"

CICCHITTO A BERSANI, FOGNA SE SEGRETARIO PARLA COSI' - "La politica diventa una fogna quando c'é uno come Bersani che, essendo segretario del partito democratico, parla in questo modo. Evidentemente al peggio non c'é mai limite". Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera, replica così a Pierluigi Bersani.

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