Milan: serve un'impresa
Champions, sfida decisiva col Manchester
10 marzo, 16:18
(dell'inviato Paolo Cappelleri)
MANCHESTER - L'assenza di Pato, che vedrà la sfida dalla tribuna, e la classe di Ronaldinho potrebbero essere due fattori oggi all'Old Trafford. Ma da soli non potranno decidere le sorti del Milan. Ne è convinto Leonardo, che dalla sua squadra si attende "una prova globale" per ribaltare il 2-3 incassato all'andata dal Manchester United e portare a termine una vera e propria impresa con l'approdo ai quarti di Champions League. Impresa fu anche il ritorno della semifinale nella primavera 2007, quando con un 3-0 il Milan di Maldini, Kakà Ancelotti ribaltò il 2-3 subito in Inghilterra. "Ma quella fu la partita perfetta e la situazione era molto diversa, anche perché si giocava in casa, davanti al nostro pubblico", osserva Leonardo, che ai suoi chiede invece "lo stesso spirito" mostrato al Meazza tre settimane fa: subito all'attacco e subito in gol, prima di farsi travolgere da Rooney e riuscire solo nel finale a segnare con Seedorf quel gol che tiene ancora vive le speranze.
"Più della tattica conterà l'atteggiamento", avverte Leonardo, che alla fine ha dovuto arrendersi al forfait di Pato, che il prato dell'Old Trafford lo ha calpestato ieri solo per una corsetta. In questi giorni il tecnico ha parlato molto nello spogliatoio per caricare i suoi ragazzi. E non è un caso se per il capitano Massimo Ambrosini "questa è la sfida più stimolante della carriera". Tante le suggestioni che offre l'appuntamento, tra cui la Champions vinta su questo campo dal Milan contro la Juventus nel 2003 o le quattro eliminazioni inflitte dal Milan nella sua storia al Manchester. E tanti sono i tabù da sfatare. Primo tra tutti, i Red Devils non hanno mai perso in casa con due gol di scarto in campo europeo. Invece proprio un risultato del genere serve alla squadra di Leonardo per proseguire il cammino in Champions ed è probabile quindi che i rossoneri aggrediscano da subito la partita con uno schieramento spiccatamente offensivo. Con ogni probabilità molto simile a quello visto sabato a Roma. Huntelaar e Borriello sono i principali candidati ad affiancare Ronaldinho, mentre in tre si giocano un posto a centrocampo, in linea con Pirlo e Ambrosini: c'é Flamini che all'Olimpico ha fatto molto bene, Seedorf che potrebbe alleggerire in regia il compito di Pirlo e David Beckham, che per la prima volta giocherà ad Old Trafford da avversario ed è stato accolto da decine di tifosi al suo arrivo nella città di cui è stato l'idolo calcistico (almeno per la metà che tifa United) per sette anni.
"Sappiamo che per David è un momento speciale questo ritorno a Manchester, ma è un professionista e sa gestire le emozioni - assicura Leonardo -. Per noi è importante averlo a disposizione in qualsiasi momento della partita". Al di là della formazione, Adriano Galliani è convinto che se la squadra giocherà come a Roma, ma con più precisione sotto porta, allora l'impresa non è impossibile. "Credo che possiamo farcela, d'altronde quest'anno abbiamo già vinto a Marsiglia e in casa del Real Madrid che è arrivato primo nel girone - ha osservato prima di imbarcarsi per l'Inghilterra - Certo, se avessimo vinto contro lo Zurigo avremmo incontrato il Lione e forse la vita sarebbe stata più semplice". Insomma anche se questo Milan ha "un po' di acquolina in bocca" pensando allo scudetto, dovrà pensare solo a fermare Rooney e infilare Van der Sar. Perché Galliani tra campionato e coppa sceglie "tutta la vita la Champions League. Lo scudetto è un grande risultato, ma la Champions è stratosferico e straordinario, come dimostra il fatto che nessun altro fuori di noi arriva in finale".







