Via Poma: 20 anni di mistero
09 marzo, 14:41ROMA - Ecco una cronologia delle principali tappe dell'inchiesta sull' omicidio di via Poma, a Roma:
7 agosto 1990 - In via Poma, nell'ufficio dell'Associazione alberghi della gioventù, è uccisa Simonetta Cesaroni. Il cadavere è trovato per l'insistenza della sorella Paola, preoccupata per il suo ritardo. Simonetta è nuda, ma non ha subito violenza carnale. Il cadavere è stato trafitto con 29 colpi di tagliacarte, vibrati su quasi tutte le parti del corpo.
10 agosto 1990 - Fermato Pietrino Vanacore, uno dei portieri dello stabile di via Poma, che sarà scarcerato il 30 agosto.
8 ottobre 1990 - Consegnati i risultati dell'autopsia. Il corpo ha una lesione ad un'arcata sopracciliare e diverse ecchimosi. La morte, avvenuta tra le 18 e le 18,30, è dovuta alle coltellate, vibrate sul corpo senza vestiti.
16 novembre 1990 - Il pm Catalani chiede l'archiviazione della posizione di Salvatore Volponi, datore di lavoro di Simonetta.
26 aprile 1991 - Il gip Giuseppe Pizzuti accoglie la richiesta di Catalani e archivia gli atti riguardanti Pietrino Vanacore e altre cinque persone. Il fascicolo resta aperto contro ignoti.
3 aprile 1992 - Avviso di garanzia a Federico Valle, nipote dell'arch. Cesare Valle, che abita nel palazzo di via Poma e che la notte del delitto ha ospitato Vanacore. Valle è coinvolto dalle dichiarazioni dell'austriaco Roland Voller.
16 giugno 1993 - Il gip Antonio Cappiello proscioglie Valle per non aver commesso il fatto e Vanacore perché il fatto non sussiste.
30 gennaio 1995 - Escono di scena definitivamente Valle e Vanacore: la Cassazione conferma infatti la decisione della Corte d'appello di non rinviare a giudizio i due indiziati.
20 agosto 2005 - Claudio Cesaroni, padre di Simonetta, muore per una pancreatite.
12 gennaio 2007 - La trasmissione Matrix rivela che dalle analisi del Ris di Parma sarebbe emerso che il dna trovato sugli indumenti di Simonetta è dell'ex fidanzato Raniero Busco. Simonetta inoltre non sarebbe morta alle 18, ma alle 16. Il pm Cavallone decide di querelare Mentana per le rivelazioni.
6 settembre 2007 - Busco è iscritto dalla procura di Roma sul registro degli indagati per omicidio volontario.
28 maggio 2009 - La procura di Roma chiede il rinvio a giudizio di Raniero Busco.
3 febbraio 2010 - In Corte d'assise comincia il processo. Imputato per omicidio volontario Raniero Busco.






