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Errani: nessuna rottura tra regioni

Errani, nessuna rottura tra regioni

13 luglio, 16:32
I Governatori Formigoni e Polverini
I Governatori Formigoni e Polverini
Errani: nessuna rottura tra regioni

di Alessandra Chini

ROMA - Botta e risposta Bossi - Formigoni in tarda serata sull'ipotesi di una riduzione di un miliardo di euro dei tagli previsti dalla manovra per le regioni. Il leader della Lega, parlando ad Arona, ha ribadito la disponibilità del tesoro, giorni fa, a chiudere la partita con i governatori in tal senso: Una proposta che però - secondo il senatur - le regioni hanno rifiutato. Pronta la risposta del presidente della Lombardia: "Il Senato non ha ancora votato la manovra e quindi il miliaro di cui parla l'amico Bossi può essere dato alle regioni chiudendo il conflitto istituzionale".

Il fronte dei governatori è unito contro i tagli della manovra. Il presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani smentisce che ci siano rotture interne alle autonomie nonostante i due governatori leghisti Luca Zaia e Roberto Cota abbiano fatto sapere di non voler restituire le deleghe sui servizi essenziali e anche Renata Polverini sia tiepida sulla questione ("non possiamo spogliarci del nostro ruolo"). Errani si dice convinto "dopo aver sentito in queste ore molti colleghi" del comune giudizio sulla manovra che "così com'é non è sostenibile" e va cambiata. Di qui l'appello al premier Silvio Berlusconi perché "si ascoltino le nostre buone ragioni e si evitino conflitti istituzionali" in un momento "decisivo per i conti pubblici e per il federalismo fiscale".

La riforma delle riforme, quest'ultima, per la Lega che punta a fine luglio a portare in Parlamento almeno il federalismo municipale. Una riforma che invece, secondo, il governatore lombardo Roberto Formigoni la manovra uccide sul nascere. Se il governo ha delle proposte da avanzare, afferma Vito De Filippo, presidente della regione Basilicata, le avanzi ufficialmente e le regioni saranno pronte a valutarle insieme all'interno della Conferenza. Proprio con il federalismo municipale, racconta il ministro delle Riforme Roberto Calderoli, il governo è riuscito a vincere le resistenze dei Comuni sul pacchetto economico in discussione al Senato e che andrà in Aula martedì. Una "svolta" secondo il presidente dell'Anci Sergio Chiamparino per il quale, però, sulla manovra non c'é stato "nessun via libera" dei municipi. Col federalismo fiscale, dice Calderoli, ai comuni potranno arrivare in dote 30 miliardi. Con le regioni, dice il ministro leghista, "ci abbiamo provato a fare lo stesso discorso su entità dei tagli, rimodulazione e federalismo", ma "hanno avuto un atteggiamento più miope". Lo stesso Umberto Bossi spiega durante un comizio di essere riuscito a ottenere da Tremonti una riduzione di un miliardo dei tagli alle regioni della manovra ma "loro però hanno voluto tutto e, logicamente, sono rimasti a secco". Niente di tutto ciò va all'attacco Roberto Formigoni. Nessuno ha mai proposto alla regioni questa riduzione, è la sua replica, "comunque - assicura - se questa proposta c'é ancora, siamo pronti a venire a Roma per firmarla".

Mercoledì i governatori faranno il punto sulla situazione in una conferenza straordinaria delle regioni. Intanto i Comuni fanno i conti su quello che potrebbe arrivare nelle loro casse con il federalismo municipale che potrebbe partire già dal 2012. Tra le nuove entrate potrebbe esserci, come spiega il ministro Calderoli anche la cedolare secca del 23% sugli immobili. Una proposta che era stata fatta più volte dal 'finiano' Mario Baldassarri al Senato che infatti commenta che la cedolare "non c'entra nulla con il federalismo fiscale" anche perché l'aliquota è statale e poi può essere girata ai Comuni. Se l'idea è questa, suggerisce, "perché non approvare martedì il mio emendamento alla manovra o mettere la cedolare nel maxi-emendamento?". A meno che, attacca, "la Lega non voglia metterci la bandierina" inserendola nel federalismo. Dovrebbe al momento rientrare nel maxi-emendamento la proroga dei pagamenti delle multe sulle quote latte entrata nel testo in commissione, sulla quale, però l'Ue ribadisce la possibilità che per l'Italia scatti una infrazione. Intanto, mentre i diplomatici hanno annunciato che sciopereranno il 26 luglio, potrebbero tornare a mobilitarsi anche le forze di polizia. Oltre ai 160 milioni di fondi in due anni al comparto sicurezza e difesa, chiede il segretario del Sap Nicola Tanzi, occorre uno sforzo sui trattamenti economici e tfr degli ispettori, perché da questo dipende "l'acuirsi o meno dello stato di mobilitazione all'interno del comparto sicurezza".

 

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