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Bce lascia tassi fermi all'1% Sale Pil Ue all'1%, in Italia +0,4%

Secondo il presidente della Banca centrale europea la ripresa sta andando ''piu' forte del previsto''

02 settembre, 17:56
Bce: lascia tassi fermi all'1%
Bce: lascia tassi fermi all'1%
Bce lascia tassi fermi all'1% Sale Pil Ue all'1%, in Italia +0,4%

dall'inviato Domenico Conti

FRANCOFORTE - Avanti cosi', ma senza abbassare la guardia. La Bce, che oggi ha lasciato i tassi all'1%, promuove la ripresa dell'area euro e rialza le previsioni per il 2010 e il 2011. Ma ciononostante la liquidita' illimitata alle banche - in diversi paesi ancora dipendenti dai prestiti di Francoforte - e' prorogata almeno fino agli inizi del 2011. Nessuno degli economisti specializzati si aspettava che il consiglio direttivo riunitosi oggi toccasse i tassi d'interesse, che resteranno dove stanno - dicono molti esperti - fino alla fine del 2011. Il presidente della Banca centrale europea, Jean-Claude Trichet, lo ha detto chiaramente ancora una volta: i tassi restano ''adeguati'' e la politica monetaria e' ''accomodante''. La ripresa - ha spiegato Trichet nella consueta conferenza  stampa - sta andando ''piu' forte del previsto'' dopo il Pil esplosivo della Germania (+2,2%) che ha trainato tutta Eurolandia (+1%). E nonostante l'inevitabile rallentamento nella seconda meta' Trichet vede rosa: le ipotesi di doppia recessione, di cui si parla sempre piu' insistentemente negli Usa, ''non sono nelle cose'', dice il banchiere francese facendo eco alla Commissione europea. A confortarlo sono le nuove stime degli economisti dell'Eurotower, che hanno decisamente rivisto in meglio la crescita dei Sedici: all'1,6% per quest'anno (tre mesi fa ipotizzavano un piu' magro 1%), e all'1,4% il prossimo (da 1,2% di giugno). E anche sul fronte dei prezzi il radar della Bce non segnala grossi rischi, con stime di un +1,6% nel 2010 e +1,7% nel 2011 che si avvicinano al target del 'quasi' 2% e spingono Trichet a dirsi ''enormemente soddisfatto'' per la linea tenuta nel contrastare quei rischi di deflazione che oggi vengono evocati negli Usa. Un quadro confortante che pero' - dice Trichet - non deve indurre a ''dichiarare vittoria''. Al contrario, ''restiamo cauti'' - spiega - perche' vi e' incertezza. Un'incertezza che in Europa tira in ballo il divario fra la crescita record in Germania e quella al rallentatore del 'Sud-Europa'; i livelli vicini ai record dei premi di rendimento di Irlanda, Grecia, Portogallo, Spagna e Italia; e il fatto che molte banche, specie in Grecia e Irlanda, non starebbero in piedi senza le stampelle date loro dalla Bce. Per questi motivi, il consiglio direttivo ha deciso, a maggioranza, di prorogare fino almeno agli inizi del 2010 la disponibilita' di liquidita' illimitata per le banche. Che continueranno a ricevere fondi 'a rubinetto' a una settimana e a un mese fino almeno al 18 gennaio prossimo. Liquidita' illimitata anche nei prestiti trimestrali a ottobre, novembre e dicembre, anche se qui il tasso e' variabile e non piu' fisso. Un cambiamento che non indica una sterzata di politica monetaria, si e' affrettato a spiegare Trichet. Ma che certamente rientra in quella transizione graduale verso condizioni ''normali'' di liquidita' che sta tanto cara alla Bundesbank tedesca, azionista 'pesante' a Francoforte.

CRISI: PIL; UE MEGLIO DI USA,NO RISCHI NUOVA RECESSIONE - La ripresa in Europa c'e' ed piu' forte del previsto. Nel secondo trimestre 2010, infatti, secondo Eurostat il Pil della zona euro e dell'intera Ue ha fatto registrare un rimbalzo dell'1%, molto meglio degli Stati Uniti (+0,4%). ''Dati incoraggianti'', commenta Bruxelles, che non intravede alcun rischio di ''doppia recessione'' nel Vecchio Continente. Semmai parte dei i rischi sono legati proprio all'incertezza della situazione economica negli Usa: ''Non siamo isolati - spiega il portavoce del commissario Ue agli affari economici e monetari, Olli Rehn - e la nostra ripresa dipende anche da quella dei nostri principali partner''. Intanto le cifre di Eurostat fanno ben sperare. ''Numerosi Stati membri stanno facendo meglio del previsto - afferma il portavoce - soprattutto la Germania'', che e' tornata ad essere la locomotiva dell'economia europea, con un balzo del 2,2% nel secondo trimestre (dopo la crisi non era mai andata oltre lo 0,7%) e un +3,7% su base annua. Tra le altre grandi economie, il Regno Unito ha messo a segno un +1,2%, mentre la Francia e' salita allo 0,6%. Piu' modesti i dati dell'Italia, il cui Pil nel secondo trimestre si ferma allo 0,4%, come nei primi tre mesi dell'anno. Ma a Bruxelles si dicono ''ottimisti'': ''L'andamento del Pil italiano - afferma il portavoce di Rehn - nell'ultimo anno mostra un trend positivo'', avendo gradualmente risalito la china dal -4,7% del terzo trimestre 2009 all'1,1% del secondo trimestre di quest'anno. ''Una tendenza - aggiunge - che potra' proseguire se si registrera' un ulteriore miglioramento delle eseportazioni e dei consumi privati''. Resta in recessione la Grecia (-1,5%), mentre la Spagna fa registrare uno striminzito +0,2%. Ma in generale il periodo piu' nero della crisi economica sembra oramai davvero alle spalle. E la Commissione Ue - che il prossimo 13 settembre pubblichera' le nuove previsioni sul Pil 2010 - insiste sulla linea del rigore dei conti pubblici che - a suo avviso - ha finora pagato. Dunque, avanti con le politiche di austerity per tagliare drasticamente deficit e debito, e avanti con le riforme strutturali, soprattutto quelle tese ad abbattere la spesa pubblica. A discuterne saranno i ministri finanziari della Ue che si ritroveranno la prossima settimana a Bruxelles, dove martedi' e' programmata una riunione della task force per la rifroma del Patto Ue di stabilita' e di crescita; mentre mercoledi' si riuniranno prima l'Ecofin e poi l'Eurogruppo.

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