Terra torna a tremare. Cile, ripiomba nell'incubo
La scossa piu' forte di magnitudo 7.2 Richter
11 marzo, 23:16Correlati
SANTIAGO DEL CILE - Dodici giorni dopo il mega-sisma del 27 febbraio, una nuova, forte, scossa di assestamento, subito seguita da altri sussulti della terra: il Cile è oggi ripiombato nell'incubo terremoto, e in quello dello tsunami, vista l'allerta diramata in mattinata su un ampio tratto della costa e rientrata solo qualche ora dopo, ad eccezione che nell'isola di Pasqua, in mezzo al Pacifico.
A differenza di quanto successo sabato 27 febbraio, quando la scossa svegliò milioni di cileni perché si fece sentire alle 03,34, oggi la terra ha tremato alle 11,39 (15,39 in Italia): nel corso cioé della mattinata, mentre gli uffici e le scuole erano aperte (non tutte però, a causa dei danni lasciati dal precedente sisma). Pur essendo quindi un mercoledì di pieno lavoro, quella di oggi era per i cileni una data particolare, il giorno cioé della cerimonia d'insediamento, svoltasi al Parlamento nel porto di Valparaiso, del nuovo presidente Sebastian Pinera. Nel primo pomeriggio, il ministro degli interni, Rodrigo Hinzpeter, ha ricordato che in alcuni punti del centro del paese, per esempio, nelle località di Pichilemu e Bucalemu, "ci sono state alterazioni nelle mareggiate, fatto peraltro normali dopo scosse di questa intensità. Finora non abbiamo avuto fenomeni di tsunami", ha precisato. Le scene viste subito dopo la prima forte scossa sono state comunque identiche a quelle viste il 27 febbraio: dopo l'allerta tsunami diramato su un'ampio tratto della costa (dalla Serena, al nord, fino a Puerto Montt, estremo sud), la gente si è mossa - anche se con meno disperazione della prima volta - verso le alture, o si è comunque allontanata dalla costa. Subito dopo l'allarme, elicotteri della marina hanno sorvolato le acque di fronte alle coste di Valparaiso, mentre in numerosi villaggi e porti, quali Constitucion e Talcahuano - tra i più colpiti il 27 febbraio - i militari e carabinieri allertavano la popolazione sui rischi per possibili grandi onde. Le autorità hanno quindi chiesto alla gente di allontanarsi dalla costa. Oltre che a Valparaiso, molti timori ci sono stati anche nella città di Concepcion. La prima forte scossa di oggi è stata avvertita anche in alcune città argentine, tra le quali Mendoza e Bahia Blanca.
(di Orlando Milesi e Martino Rigacci)
VALPARAISO - Sebastian Pinera, 38/o presidente nella storia del Cile, si è oggi insediato mentre la terra tremava sia nel porto di Valparaiso, dove si è svolta una cerimonia con circa 1300 invitati 'vip', sia a Santiago, in un'ampia zona del centro e del sud del paese. Quello di Pinera nella sede del Parlamento è stato un battesimo di fuoco: poco prima del suo arrivo al 'Congreso', è arrivata una scossa (seguita da altri movimenti) molto potente visto che è stata di 6,9 gradi Richter (rivista dall'iniziale magnitudo di 7,2), non molto inferiore quindi al cataclisma (pari a 8,8 gradi) dello scorso 27 febbraio. Nel momento della prima replica, Pinera e la presidente uscente, Michelle Bachelet, erano in auto a pochi minuti di distanza dal Parlamento. Ad aspettarli c'erano gli invitati, che hanno avvertito chiaramente la scossa: e non poteva essere altrimenti, visto che la terra sussultava, i lampadari e le seggiole ballavano, mentre molti di loro - tra i quali i presidenti di alcuni paesi latinoamericani - osservavano il tetto e cercavano con lo sguardo qualche luogo dove proteggersi. Qualcuno tra i presenti ha persino accennato un tentativo di fuga. Intanto, gli applausi a Pinera e alla Bachelet s'intrecciavano con i commenti per il sisma.
Mentre le dirette televisive impazzavano, alternando le immagini del 'surreale' insediamento con gli annunci sull' allerta tsunami, in diverse città e villaggi del paese - inclusa Valparaiso, nelle strade circondanti il Parlamento - i cileni hanno ripreso ad 'arrancar', ad allontanarsi cioé dalla costa e fuggire alle alture di fronte alla paura delle onde gigantesche che porta il maremoto. In un modo o in un altro, nessuno dei presenti ha però perso la calma e sia il protocollo sia gli orari previsti non hanno di fatto subito cambiamenti. L'uomo del giorno, il neopresidente Pinera, non ha intanto smesso di sorridere e salutare gli invitati, in una cerimonia ridotta ai minimi termini proprio a causa del mega-sisma del 27 febbraio, che ha fatto 497 morti ed ingenti danni. Concluso l'insediamento, è stato dato l'ordine di evacuare la sede del Parlamento.
Per niente scosso dagli eventi, Pinera ha tra l'altro scherzato, dicendo che il terremoto era in realtà "una manovra della 'Concertacion' (alleanza del centro-sinistra della Bachelet, ndr) per far traballare la mia poltrona". Pochi minuti dopo il giuramento, il neopresidente ha precisato che "l'allerta tsunami era preventivo", invitando nel contempo tutti i cileni a seguire "le indicazioni" date dalle autorità. Nel pomeriggio, l'allarme-maremoto è stato poi sospeso dalla marina militare di Santiago. Un paio d'ore più tardi, Pinera ha confermato che l'area maggiormente colpita dal sisma è stata quella della città di Rancagua (un centinaio di km a sud di Santiago). I danni sono stati "ingenti", ha precisato il successore della Bachelet, dichiarando lo stato di calamità naturale nell'area, fatto che permetterà al governo di dispiegare i militari: anche al fine - si sottolinea a Santiago - di evitare i saccheggi che si sono verificati a Concepcion dopo il sisma di quindici giorni fa.








