Berlino: l'11/9 visto da un ragazzino
Fuori concorso molto forte, incredibilmente vicino con Sydow
11 febbraio, 13:06
dell'inviato Francesco Gallo
BERLINO - Con 'Molto forte, incredibilmente vicino' (Extremely Loud and Incredibly Close) di Stephen Daldry, adattamento cinematografico dell'omonimo romanzo di Jonathan Safran Foer e in corsa per gli Oscar come miglior film, piomba alla Berlinale fuori concorso l'11 settembre, 11 anni dopo. E questo in un film interpretato da uno straordinario ragazzino Thomas Horn, al fianco di Tom Hanks, Sandra Bullock e Max von Sydow (anche lui in corsa agli Academy come miglior attore non protagonista).
Il lungometraggio, che sara' nelle sale dal 13 aprile distribuito dalla Warner, racconta la tragedia vista dagli occhi di un ragazzino, Oskar (Horn), anche troppo intelligente e determinato, che non riesce proprio ad accettare la morte del padre (Hanks) durante gli attacchi terroristici dell'11 settembre. Oskar, in odor di sindrome di Asperger e che soffre per questa scomparsa fino all'autolesionismo, inizia cosi' un viaggio attraverso le strade di New York City, armato solo di chiave che suo padre gli ha come lasciato per fargli scoprire un segreto che potrebbe salvarlo dal dolore. Il ragazzino undicenne nella sua odissea nel dolore si relazionera', oltre che con la madre (Bullock), con un nonno imponente e dolce come Max Von Sydow, che ha un passato di dolore che lo ha reso muto, e, infine, con una segreteria telefonica con gli ultimi sei messaggi del padre prima di morire nel disastro delle torri gemelle. ''Lavorare con i bambini - ha spiegato oggi Stephen Daldry, regista di Billy Elliot, The Hours e The Reader - e' esattamente come lavorare con gli adulti. Non ci trova alcuna differenza''. Spiega invece l'attore bergmaniano per eccellenza, Max Sydow: '' è stato un ruolo bellissimo: quello di un vecchietto il cui silenzio e' stato una specie di punizione, un senso di colpa per non essere morto insieme alla sua famiglia durante la guerra. Il senso di colpa lo attanaglia. E poi arriva l'11 settembre a colpirlo di nuovo o, forse, a salvarlo con il confronto con il ragazzino''.
Thomas Horn, scoperto anche per essere stato il vincitore del programma tv 'Kid Jeopardy' e in conferenza stampa a Berlino con tanta di cravatta e vestito, parla e si comporta come un adulto. A chi gli chiede cosa abbia provato, replica sicuro: ''e' il mio primo ruolo - dice - cosi' non ho modo di potermi confrontare con altre interpretazioni. Certo - conclude - ho letto il libro e lavorato molto''. L'11 settembre 2001 per Sydow - contento di correre per gli Oscar (''anche perche' - ha detto - gareggio con Christopher Plummer''), poteva essere un giorno qualsiasi: ''Ero in Svezia - dice - in auto con mia moglie. Nostro figlio ci ha chiamato al telefono e, da quello che ci ha detto, sembrava che fossimo in guerra. Siamo rientrati a casa davanti alla tv e allora abbiamo capito cosa era successo. Eravamo sotto choc''. Da Daldry infine la replica a una domanda difficile posta da un giornalista ucraino, ovvero se non si debbano fare film sulle conseguenze di quell'11 settembre che ha visto la morte di tanti padri in Iraq e in Afghanistan. ''Credo che la vicenda dell'11 settembre vada fatta studiare nelle scuole, ma trovo altrettanto giusto raccontare le tragiche conseguenze in Iraq e Afghanistan'' ha detto il regista. Una cosa condivisa, subito dopo, dallo stesso Thomas Horn.








