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Sandro Pertini, la politica delle mani pulite

Sandro Pertini, la politica delle mani pulite

di Mauretta Capuano

Quel ''sentimento di franca umanita''' e quei ''gesti spesso al di fuori dei protocolli istituzionali'' che appartenevano a Sandro Pertini vengono riproposti ne 'La politica delle mani pulite', a cura del giudice Mario Almerighi negli Instant Book di Chiarelettere.

Riproporre i discorsi, con al primo posto quello tenuto per il terremoto in Irpinia, una selezione delle lettere, le interviste, i messaggi presidenziali e la filosofia di vita del primo presidente socialista della Repubblica italiana ''ci e' sembrato giusto, in un momento in cui la politica sembra essere lontana dai cittadini'', spiega Almerighi che e' presidente dell'Associazione 'Sandro Pertini Presidente' e ha messo a disposizione i materiali presenti nel libro. Come disse Indro Montanelli, che pure non aveva risparmiato critiche a Pertini: ''Qualunque cosa egli dica o faccia, odora di pulizia, di lealta' e di sincerita'''. Antifascista, diventato presidente della Repubblica nel 1978, dopo l'omicidio di Aldo Moro, Pertini ha vissuto l'esperienza del confino, dell'esilio, e' stato catturato dalle SS, condannato a morte e liberato da un commando partigiano. Il terrorismo, le stragi, lo scandalo della P2 hanno segnato il suo settennato alla presidenza della Repubblica ricordato, nonostante tutto, come un periodo in cui istituzioni e cittadini hanno fatto fronte comune.

Il presidente piu' amato dagli italiani non ha mai trascorso una notte al Quirinale e sua moglie, Carla Voltolina, non ci ha mai messo piede. ''Mia moglie - disse una volta Pertini in una dichiarazione riportata nel libro - non voleva che accettassi questa carica, e anch'io non ero molto convinto, ma come rifiutare di servire il proprio paese quando 850 grandi elettori su 1000 ti hanno eletto?. E' vero, la meta' di essi se ne pente oggi perche' aspettava che io servissi gli interessi di questo o quel partito politico, particolarmente il Partito socialista, che e' il mio. Sono stati fortemente delusi perche' mi rifiuto di servire interessi che non siano quelli del popolo italiano''.

Il libro si apre con il famoso discorso 'Prima di tutto', in occasione del terremoto dell'Irpinia e si chiude con 'Il grande disegno europeo'. Alla fine quello che colpisce di Pertini, diventato presidente della Camera dei deputati nel 1968, e' il suo essere rimasto ''sempre lo stesso Sandro, una persona libera, un cittadino come gli altri'' viene sottolineato nella nota editoriale al libro. Che la sua vita fosse ispirata ai valori della giustizia sociale e all'onesta' lo dimostra questo Instant Book. Cosi' in un'intervista con Nantas Salvalaggio, nel 1974, Pertini dice: ''lei vuole sapere quale sia l'insidia piu' grande per un uomo politico? Quella di innamorarsi del potere, credo. Un uomo che ha paura di perdere la poltrona, l'influenza sugli altri uomini, i telefoni, i quadri d'autore alle pareti, la limousine di Stato, ebbene quello e' un uomo perduto''. E Almerighi, che insiste nella sua introduzione sul fatto che Pertini e' sempre stato erroneamente amato piu' per le sue doti umane che per le sue qualita' politiche, si dice convinto che oggi la maggior parte degli italiani senta il bisogno ''che Sandro Pertini non si limiti a parlare a quelli che lo hanno amato e che lo amano ancora, ma a tutti coloro che hanno a cuore le sorti del paese, la qualita' della vita nostra e dei nostri figli''.

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